Aumann
Tribuswinkel, nella Thermenregion a sud di Vienna, non vive di nomi altisonanti: Leo Aumann lo trasforma in identità. Sul sito la cantina racconta che la famiglia conduce il Weingut da oltre due decenni; clima mite e suoli diversi modellano i vini, e si cita perfino la presenza romana come traccia antica della viticoltura locale. Nel wine shop i terreni diventano indicazioni concrete: “Steinfeld (ghiaia)” per certe uve, “sabbia limosa/argillosa” per altre—coordinate più utili di qualsiasi storytelling generico.Il lavoro di cantina si vede nelle scelte di affinamento: uno St. Laurent, ad esempio, riposa in botti nuove da 500 litri di rovere francese per circa 18 mesi. E poi c’è il Heuriger, cuore sociale del posto: vino come gesto condiviso. Nel bicchiere: frutto nitido, spezia sapida, tannino scolpito e finale asciutto, pensato per la tavola.
Aumann
Tribuswinkel, nella Thermenregion a sud di Vienna, non vive di nomi altisonanti: Leo Aumann lo trasforma in identità. Sul sito la cantina racconta che la famiglia conduce il Weingut da oltre due decenni; clima mite e suoli diversi modellano i vini, e si cita perfino la presenza romana come traccia antica della viticoltura locale. Nel wine shop i terreni diventano indicazioni concrete: “Steinfeld (ghiaia)” per certe uve, “sabbia limosa/argillosa” per altre—coordinate più utili di qualsiasi storytelling generico.Il lavoro di cantina si vede nelle scelte di affinamento: uno St. Laurent, ad esempio, riposa in botti nuove da 500 litri di rovere francese per circa 18 mesi. E poi c’è il Heuriger, cuore sociale del posto: vino come gesto condiviso. Nel bicchiere: frutto nitido, spezia sapida, tannino scolpito e finale asciutto, pensato per la tavola.